Perché la Sicilia potrebbe diventare la versione italiana della Silicon Valley

La Sicilia non è considerata un polo tecnologico e deve affrontare problemi come infrastrutture fatiscenti e rifiuti urbani. Tuttavia, l'isola più grande del Mediterraneo sta lavorando ad un piccolo progetto di crowdfunding per risolvere questi problemi e promuovere la crescita della suo scenario tecnologico. Anche il governo locale darà il suo contributo, investendo una parte dei 13 milioni di euro necessari al finanziamento di questi progetti tecnologici. Vediamo ora come SmartMe, uno di questi progetti lanciato due anni fa, si sia esteso dalla città di Messina alle vicine Palermo e Catania, dando alla Sicilia la spinta necessaria per entrare nel ventunesimo secolo.— Philippe Leonard


Il crowdfunding per una città intelligente

Due anni fa il prof. Antonio Puliafito dell'Università di Messina ha lanciato una campagna di crowdfunding nella speranza di raccogliere € 15.000 per finanziare una trentina di sensori connessi a Internet nella città portuale di Messina. Installando dei sensori in luoghi diversi (da parcheggi a edifici, dalle fermate dell'autobus ai contenitori di rifiuti) è possibile avere dati e informazioni utili a migliorare i servizi per i cittadini, rendendo così Messina una città più "intelligente". Ecco alcuni degli aspetti più significativi ricavati dal network Open Data di cui la Sicilia può beneficiare grazie a questo progetto:

- Fermate autobus dotate di sensori che controllano la temperatura, l'umidità e il livello di rumore, aiutando le città a raccogliere dati utili per seguire l’andamento del traffico e la qualità dell'aria.

- Applicazioni che segnalano la presenza di buche sul tragitto che si sta percorrendo o aiutano chi guida a trovare e prenotare un posto dove parcheggiare. Gli spazi disponibili sono automaticamente visualizzabili su una mappa ed è anche possibile ottenere le indicazioni per raggiungerli.

- Applicazioni che mostrano la posizione dei taxi in tempo reale e indicano quelli che possono prendere dei passeggeri.

- Cassonetti che avvisano l’assessorato alla nettezza urbana quando sono pieni, evitando di diventare stracolmi e avere un accumulo di rifiuti in strada.

- Un'applicazione che migliora le visite dei turisti fornendo informazioni sui monumenti della città quando si punta la fotocamera del proprio smartphone verso determinati siti.

Rivolgendosi alla comunità per ottenere il supporto necessario, Puliafito e la sua squadra sono riusciti a raccogliere il doppio dell'importo che avevano inizialmente sperato di poter investire nel progetto SmartMe. Dopo essere partito da una piazza in Sicilia, dove meno di un quinto dei cittadini utilizza il proprio cellulare per connettersi con le istituzioni, SmartMe è stato introdotto a Palermo e a Catania. Se all’inizio il progetto è nato grazie ad un budget finanziato tramite crowdfunding, Puliafito e la sua squadra sono stati poi in grado di catturare l'attenzione del governo locale, che ha promesso un contributo economico per parte di questi progetti. Benché la Sicilia non possa vantare i budget di città più ricche come Singapore o Chicago, sta dimostrando di avere lo spirito e la comunità giusta per diventare la versione italiana della Silicon Valley.